Letture da lettino. Prima parte

Letture da lettino. Prima parte

Nei film, fino a pochissimi anni fa, se compariva uno psicologo tra i personaggi, 9 volte su 10 era lui l’assassino. Ma come vengono raccontati il lavoro psichico, la riflessione analitica o la relazione terapeutica nella narrativa? Abbiamo scelto 16 opere di narrativa in cui la psiche è protagonista della trama, spaziando tra i generi, dal thriller al diario. 16 Letture da lettino, ma anche da ombrellone, se preferite, o da divano in città. Qui la prima parte, la settimana prossima la seconda.


1. Sul lettino di Freud di Irvin Yalom

Irvin Yalom è uno psicoterapeuta molto amato dal pubblico e sicuramente una delle sue doti principali è la capacità di raccontare storie. Per questo, oltre alla clinica, si è dedicato alla narrativa. “Sul lettino di Freud” (traduzione non particolarmente felice dell’originale “Lying on the couch”) è la storia di Seymour Trotter, Ernest Lash e Marshal Streider, tre psicoterapeuti di una importante e tradizionale società psicoanalitica i cui destini si intrecciano proprio in virtù del loro mestiere: in filigrana, dietro le regole della pratica analitica, vediamo i movimenti inesorabili delle passioni umane.


2. Follia di Patrick McGrath

Il romanzo è la storia raccontata dalla voce narrante di uno psichiatra, Peter, che ci porta a esplorare le relazioni che si intrecciano all’interno di un manicomio inglese nel 1959. Al centro dell’intreccio la passione ossessiva di Stella, la moglie del vicedirettore del manicomio, nei confronti di Edgar, un paziente paranoico grave detenuto in regime di semilibertà. A metà tra il thriller psicologico e il romanzo sentimentale, Follia nel 2005 è diventato anche un film con la regia di David Mackenzie e continua ad essere un romanzo molto apprezzato dai lettori.


3. L'analista di John Katzenbach

Il dottor Frederick Starks è un analista dalla vita solitaria e monotona, scandita dal regolare alternarsi dei pazienti nella stanza di terapia. Il giorno del suo cinquantatreesimo compleanno, però, la sua vita viene irrimediabilmente sconvolta da un messaggio: «Buon compleanno, dottore. Benvenuto nel primo giorno della tua morte. Hai rovinato la mia vita e io sono fermamente intenzionato a rovinare la tua.» Starks ha due settimane di tempo per scoprire l’identità di chi lo ha scritto. Poi dovrà suicidarsi, o una persona a lui cara verrà assassinata. Il dottore dovrà dar fondo a tutte le sue capacità introspettive, scoprendo di sé lati del carattere dimenticati. Romanzo dalla trama ben congegnata ed avvincente, con un indice di gradimento in chi lo ha letto molto alto.


4. Musica di Yukio Mishima

Con il sottotitolo Un'interpretazione psicoanalitica di un caso di frigidità, è un racconto apocrifo attraverso il quale lo psicologo di Tōkyō Shiomi Kazunori ricapitola il caso particolarmente complesso di una affascinante paziente, Reiko, che lo consulta per la sua impossibilità a sentire la musica, metafora della incapacità a provare l’orgasmo. Romanzo dai molti registri, elegiaco, misterioso, drammatico - di cui si compone l'elegante prosa di Mishima -, è un’esplorazione raffinata dei percorsi che mettono in relazione i traumi subiti con nuclei emotivi e comportamentali complessi. Attraverso la relazione terapeutica tra Kazunori e Reiko seguiremo la narrazione della vita della giovane donna, nella toccante ricerca di una nuova opportunità di fioritura.


5. La coscienza di Zeno di Italo Svevo

Un grande classico, una delle prime trasposizioni letterarie del dispositivo nucleare dell’analisi psicologica: il flusso di coscienza con libere associazioni. Nella prefazione, lo psicoanalista Dottor S dichiara espressamente di voler pubblicare per vendetta alcuni passi di un diario redatto in forma autobiografica da Zeno Cosini, che ha abbandonato l’analisi e interrotto il rapporto con il dottore. Il romanzo è fondamentalmente una riflessione di Zeno sul suo profondo senso di inettitudine e sui tentativi, a volte inverosimili a volte mirabili, di dare un senso alla malattia del vivere. Svevo ci consegna affreschi memorabili, come la relazione con il padre e il conflitto sullo smettere di fumare. Dal punto di vista letterario, un connubio perfetto tra esistenzialismo e analisi psicologica.


6. Le parole per dirlo di Marie Cardinal

Pubblicato per la prima volta nel 1975, Le parole per dirlo è la narrazione intima, accorata, esposta, di un percorso di consapevolezza femminile, che cerca - attraverso la riflessione sulle relazioni, i condizionamenti sociali, i ruoli imposti, i bisogni d’amore e rispecchiamento, le ferite profonde, il desiderio e la paura di cambiare - di liberare un’energia vitale nuova. Fu un caso editoriale proprio per la qualità confidenziale con cui la Cardinal si è raccontata, in un tempo in cui di cose così intime si taceva. Ancora oggi mantiene la forza di essere così visceralmente connesso ad emozioni sostanziali, archetipiche pur nelle differenze individuali, in cui non si farà fatica a ritrovarsi. 


7. Lamento di Portnoy di Philip Roth

«Pagine intense e incisive, scene comiche e satiriche, linguaggio e immagini incredibilmente audaci...Una fetta indimenticabile di vita americana contemporanea», così Fernanda Pivano commenta questo romanzo pubblicato nel 1969.

Il protagonista, Alexander Portnoy, ebreo americano trentatreenne con una carriera di successo in corso, lamenta, in un lungo monologo al proprio analista, i conflitti che lo dilaniano: la fissazione per il sesso, la fedeltà alla madre e al contempo il sarcasmo nei confronti delle convenzioni del mondo ebraico, l’ossessività professionale, la ricerca spasmodica di una vita canonica attraverso cui sedare i conflitti. Il tutto condito dalla scrittura fulminante ed ispirata di Roth.


 8. Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron

Romanzo breve, introspettivo, senza grandi colpi di scena ma con una prosa fluida e delicata, capace di toccare corde profonde.

James Sveck è un diciottenne in molle rivolta nei confronti del mondo degli adulti, ma ancora incapace di mettere a fuoco i suoi desideri e spogliarsi dalla corazza difensiva che lo accompagna nel mondo. Gli unici suoi interlocutori sono la nonna Nanette, il cane Mirò e, da un certo punto della trama, la sua terapeuta, che lo esorta a cercare la sua strada accettando la fragilità del mondo e attraversando i sentimenti che lo scuotono.

Un giovane Holden in bilico, con meno poesia e più solitudine del protagonista del capolavoro di Salinger, ma in una tensione costante verso la comprensione di sé, delle relazioni, del dolore delle esperienze, della complessità del mondo.

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